10 December 2006

Back 2 East London

Senz'altro interessanti, le mie prime 24 ore passate at Giulietta's in terra londinese, e curiose da non dirsi "in a deja-vu kind of way". Innanzitutto questo mio arrivare in treno a Liverpool Street ed uscirmene per una volta all'aperto, aggirando l'onnipresente Tubo, vellicato dalla caratteristica brigida pioggerellina e da una temperatura che uscito da questo autunno tropicale italiano mi sarei sentito di definire fredda, e ricordarmi di quando ci arrivai tre anni e rotti fa, un lunedi' mattina novembrino, con una macchina che mi aspettava per portarmi "ad est"... e anche questa volta si va ad est, attraverso i luoghi dell'immaginario di East London, da Shoreditch a Brick Lane, fino alla piacevolmente folcloristica Bethnal Green Road e all'accogliente nuovo nido della sorellina. Curioso, che noi due si dovesse finire ad occupare quasi specularmente, prima per due mesi appena e poi indefinitamente, lo stesso appartamento un po' busone di Chelsea e una tipica East London Council House popolata da italiani, anche se admittedly la sua e' molto piu' confortevole e molto meno affollata!;-) Neanche tempo di riprendersi dal consistente ritardo passato a maledire le always changing baggage policies applicate dalla per altri versi meritoria RyanAir, ed eccoci in uno stanco sabato sera alla solita improbabile esibizione d'arte organizzata in un pub e ai noodle in compagnia multi-etnica sempre interessata (!? vabbe'...) a discutere climi e usanze di questa e quella parte di mondo. E una splendente domenica mattina presto, complice il mio boicottaggio del late night clubbing officiato da un determinato presumibilmente leggendario DJ di colore, si torna sul luogo del delitto a fare jogging lungo le strade tranquille, inquadrando in the distance il dato landmark building (che ora scopro essere noto ai piu' come The Swiss Re Tower, anche se a Renato era caro con un piu' pratico e "anatomico" nome), incrociando il fu college di tanti illustri colleghi, e poi a Mile End Park lungo il canale che porta alle docklands, dove si sta incredibilmente dando nuovo lustro alle gia' cadenti costruzioni river-side, magari in funzione pre-olimpica!? E spiare quella finestrella semi-aperta al primo piano di 4 James House, e rendersi conto tutto d'un tratto perche' la planimetria dell'appartamento della sorellina c'era cosi' familiare, e di come la notte prima io avessi dormito nella "stessa" stanza di tre anni prima, appena un po' piu' grande. E poi, con giulietta intenta alle sudate carte, "il morbo da film natalizio" e la fiducia nelle illuminate scelte del mio carissimo Chelsea Cinema che mi porta a vedere la vaccata sentimentale delle feste, pur con una quaterna di interpreti che tutti ci sono cari e che un sorriso ce lo strappano comunque... e Jude Law che ci piace sempre da non dirsi ma che ci fa sempre un po' incazzare, a noi ragazzi insicuri che preferiamo non immedesimarci, come invece sarebbe giusto, con Jack Black ...
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