24 December 2005

PGGGR (PGR, CSI, CCCP...)

Ieri sera concerto quanto mai "natalizio" alla benemerita Gabbia di Bassano. Sul palco "il vecchio punkettone" Giovanni Lindo Ferretti (GLF) e i suoi "compagni di viaggio" di questi ultimi tempi, di regola riassunti dal pratico PGR (Per Grazia Ricevuta) o a tratti dal piu' ostico PGGGR (Pero' Gianni, Giorgio, Giovanni Resistono). Tante cose da dire, dal fuggevole senso di panico provato entrando nel locale, ai Mano Negra d'antan con la loro Tournée Générale e le altre buone cose contenute in un loro nostalgico ma bellissimo DVD appena uscito mostrati sul maxi-schermo per ripagarci delle quasi due ore di ritardo, all'inizio composto con le tante belle ragazze perse a cantare un personalissimo mantra e un particolare paio di dolcissimi e profondi occhi sconosciuti incorniciati da capelli biondi che tornavano a fissarsi nei miei ("Chi 6 tu, piu' bella della luna? Guardando te conosco la fortuna che gli dei vorrebbero per se'"), all'interludio del pogo con i consueti vichinghi da poco che ti sgomitano negli zigomi e di nuovo quegli occhi, e quel corpo, che ti sfiorano morbidi, poi la conclusione appena un po' frettolosa e quegli occhi che scompaiono senza che me ne accorga mentre gia' siamo intenti ai riti del vodka tonic e del dj set, fino a troppo tardi per riuscire a fare degli auguri notturni a Giulietta. La Tecnica : certe canzoni eseguite, o riarrangiate, cosi' cosi', e non tutte quelle "indispensabili" sono state fatte, se non altro per indicare che anche sotto Natale la vita non e' perfetta e "la linea retta e' per chi ha fretta". La Mistica : GLF piu' clerical-punk che mai (e si', penso proprio che ascoltero' il suo consiglio e qualche presepio lo andro' a vedere, quest'anno), tra una polemica e l'altra modello di pensatore libero, pure un po' troppo per i gusti di chi gli rimprovera una certa incoerenza, e sulla quale io invece preferisco glissare, consapevole mai come in questo momento come tante fortissime e oh-cosi-ragionevoli convinzioni, e anche il cosiddetto rigore intellettuale di tanti, siano soprattutto comodi e, in fin dei conti, "sabbia nel vento". Ringraziando Fabio, Jacopo, Monia e Sergio, che chi a torso nudo, chi con la canotta di lana, chi ti molla la giacca sotto il palco e scappa mentre tu ti trovi in mezzo al pogo, e chi scompare troppo presto per sapere che fine ha fatto per tutto il concerto, sono stati, davvero, con me. E la speranza che in questa giornata di sole sembra prescindere dalla mia sicuramente malintesa idea di chi vorrei accanto, oggi e sempre: "me ne voglio andare / per monti a camminare / essere migliore / studiare lavorare". Ti sarebbe piaciuto, ieri sera...
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