27 October 2005

Giovane (e fesso) uomo...

Il nostro solito giovane uomo e' li', un po' come un fesso a dirla tutta, a guardare i "suoi" colli come mai aveva fatto prima eppure ad amarli come gia' li amo' la prima volta quel bambino con gli occhi grandi e sognanti e qualche ricciolo che lui e' stato e che ancora fa bella mostra di se' dai muri della sua stanza. Almeno questo gli piace credere, che poi e' quasi la stessa cosa. Era la sensazione che aspettava: perche' mai si dovrebbe partire, per un viaggio spirituale o meno, se non si ama il posto da cui si viene. Secondo questo suo neonato principio da due lire, a Copenaghen mai sarebbe dovuto andare, come del resto era stato subito ovvio. Secondo lo stesso criterio, peraltro, a Londra ci sarebbe dovuto andare eccome, anche se qui qualche dubbio e' lecito avercelo. Certo, magari avrebbe potuto ricordarsi e portarsi dietro la meravigliosa e delicata ragione per la quale la sua estate precedente era stata tanto serena. Quindi forse e' gia' ora di buttare nel cesso il sopraddetto embrione di principio, e limitarsi ad affrontare "La vita immensa, che non vede, non parla, non pensa" (E' l'alba... - Nazim Hikmet) e le sue scelte senza badarci tanto da farsi paralizzare, magari con giusto un filino di buon senso. Alla semplicistica ma struggente maniera della chiusura de "L'Ultimo Bacio", c'e' chi parte e chi resta, e per quanto sciocco possa essere stato, appena poco meno di due anni fa io partii quando avevo come unica ragione un lavoro bello ma freddo in una citta' difficile, e ora sarebbe sciocco davvero restare a vedere le stagioni cambare quassu' in collina invece che andare a scoprire com'e' il mondo, appena un po' piu' giu' lungo l'amato stivale o in capo al mondo. E' semplice davvero: considerato che ce ne si offre la possibilita', vogliamo, hic et nunc, inseguire le nostre sempre ingannevoli idee di liberta' e felicita', il malconcio ma sempre affascinante Coniglio Bianco di Alice e Neo? Ai posteri...
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